Conti correnti online: niente file e spese ridotte
Conti correnti online: niente file e spese ridotte
Nuove regole per la trasparenza dei conti correnti online: arriva un indicatore dei costi.
Altroconsumo: «Attenti, non calcola giacenze e carta di credito»
Niente file, meno costi, ma anche nessun volto umano che ti accolga, ti consigli, ti aiuti.
Lo sportello che non c’è, cioè le banche online, sono ormai una realtà in Italia tanto che gli istituti tradizionali hanno investito massicciamente sull’Internet banking, ossia l’opzione di gestire il proprio conto corrente, come pure un deposito titoli, direttamente dal pc di casa. Un recente studio dell’università Bocconi ha messo in evidenza la convenienza di un conto online, con risparmi fino al 90%. Prendiamo un conto con una giacenza media di 10 mila euro e le operazioni svolte in Rete: la spesa media annua è di 25,31 euro.
Adesso, vediamo quanto ci costa un conto tradizionale con lo stesso volume di denaro,mai versamenti, i bonifici e le bollette pagate allo sportello: 280 euro.
Rendimenti conti correnti online
Parlano i numeri, come quelli degli interessi. Analizzando le stesse tipologie di conto, il guadagno in un anno sarebbe di 23 euro per l’online e di soli 4 euro per quello tradizionale.
La differenza c’è ma non è quella di qualche tempo fa.
L’attuale tasso attivo medio dello 0,32% (sempre secondo la Bocconi) è nulla rispetto alle promesse del 4-5% che le banche online stampavano a caratteri cubitali nelle pubblicità per attirare nuovi clienti.
Lo conferma l’ultimo rapporto di Osservatorio finanziario: «I conti online 2009-10 puntano prevalentemente sulla formula a “doppio zero”: zero spese-zero rendimenti.
Con canoni di gestione annuale e mensile del conto a zero o azzerabili, a patto che si sottoscrivano altri prodotti della banca, e tassi creditori che non superano lo zero virgola qualcosa.
La concorrenza non si gioca più a suon di promozioni sul rendimento, ma sui servizi extra. Ing Direct (conto arancio) , WeBank, Websella.it, CheBanca!, Carige (contoconto) , Sparkasse e Banca Sai puntano, ad esempio, sui conti di deposito (Promozioni contodeposito) da agganciare gratuitamente al conto corrente d’appoggio».
Novità conti correnti online
Web o non web, la trasparenza e i costi rappresentano ancora una criticità.
Mercoledì è entrata in vigore una nuova disposizione della Banca d’Italia: l’Isc, cioè l’indicatore sintetico di costo.
Si tratta della spesa indicativa annua di un conto corrente, che la banca sarà tenuta a fornire al cliente basandosi su sei categorie standard: giovani, famiglie con operatività bassa, media ed elevata, pensionati con operatività bassa e media.
Così gli utenti potranno confrontare i costi, a parità di condizioni, di banche diverse.
Ma Altroconsumo avvisa: «L’Isc spiega il presidente Paolo Martinello non rappresenta il vero costo complessivo, perché non tiene conto degli interessi sulle giacenze di conto né di tutte le spese legate alla gestione di una carta di credito.
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