Fondi pensione: scegliere la migliore forma di previdenza complementare

Fondi pensione: scegliere la migliore forma di previdenza complementare

Fondi pensione: scegliere la migliore forma di previdenza complementareFondi pensione: scegliere la migliore forma di previdenza complementare

Riservata o aperta: tutti i consigli per scegliere la migliore forma di previdenza complementare.

Fondi pensione, come, quali, quando? E perché?

Vediamo di spiegare: a chi va in pensione ora è garantito circa il 90% dello stipendio (al netto delle minori tasse).

Un venticinquenne che inizia a lavorare oggi, invece, non arriverà a sfiorare il 70%.

E se condiamo questo dato con i bassi stipendi, il lavoro precario e con il fatto che presto si andrà in pensione non sulla base dei contribuiti versati ma delle aspettative di vita, il quadro sul «domani» non è per la verità molto incoraggiante.

Ecco allora che entrano in scena i cosiddetti fondi pensione, ovvero quegli strumenti individuati dalla legge (con il decreto legislativo 252 del 2005) per realizzare la previdenza complementare.

Si finanziano attraverso il conferimento del Tfr, con i versamenti liberi del lavoratore e, per i dipendenti, anche con un piccolo contributo del datore di lavoro.

Consigli adesione Fondi pensione e previdenza complementare

«L’adesione deve avvenire il prima possibile. E la scelta è ampia e libera», spiega Maurizio Vanzella, direttore commerciale di Anima (società di gestione del risparmio della galassia Bpm). Anche se è bene fare tesoro di qualche consiglio: «Suggerisco a tutti di scegliere gestori solidi e di esperienza.

Di analizzare bene i rendimenti ottenuti dai vari fondi su base pluriennale, diciamo 5 o 6 anni, e non soltanto nell’arco di un anno.

Infine, di informarsi sui costi di gestione e di ingresso». E ancora: «C’è poca consapevolezza sulla loro importanza— continua Vanzella —.

Un trentenne di oggi non può prevedere quanto percepirà alla fine dell’attività lavorativa ed è bene che si tuteli aderendo a una o a entrambe le tipologie di fondi esistenti: quelli negoziali riservati ai dipendenti di una precisa categoria lavorativa e quelli aperti gestiti da Sgr, banche, Sim o assicurazioni, attraverso i piani individuali pensionistici privi di barriere d’ingresso».

Come scegliere una previdenza complementare

«Confrontarli e dire quale delle due tipologie renda di più è impossibile, ma è più importante la presa di coscienza di questa necessità per poi scegliere al meglio.

Beneficiando magari anche degli sgravi fiscali annessi, visto che i versamenti sono detraibili dalle tasse sino a unmassimo di circa 5 mila e 500 euro».

Insomma, volendo essere sicuri di poter godere domani di un «buen retiro», sarà bene agire per tempo.

«Anche un neonato, a esempio, può aderire a un fondo pensione e gli basterebbero 50 euro mensili», insiste Vanzella.

Le più recenti stime di Mediobanca dicono che negli ultimi 9 anni i fondi pensione hanno guadagnato meno rispetto alla rivalutazione del Tfr (leggi ETF: consigli per investire i propri risparmi negli ETF, Pac, investire con un Pac autonomo usando gli Etf e Investimenti Fondi comuni o Etf: consigli su cosa scegliere), ma dal 2005 a oggi il vento è cambiato (tutte le informazioni si trovano sul sito della Commissione di vigilanza sui fondi pensione, www.covip.it).

I negoziali, ad esempio, hanno garantito 2,3 punti di percentuale in più.

E i fondi aperti fanno proseliti.

Vedi Pensione integrativa, lavorare più anni e investire meglio nei fondi pensione

Promozioni gratis simili

Condividi su: Condividi su Facebook Fondi pensione: scegliere la migliore forma di previdenza complementare Condividi su twitter Fondi pensione: scegliere la migliore forma di previdenza complementare Condividi su delicious Fondi pensione: scegliere la migliore forma di previdenza complementare Condividi su Ok notizie Fondi pensione: scegliere la migliore forma di previdenza complementare

Tags:

Commenta la promozione: Fondi pensione: scegliere la migliore forma di previdenza complementare