Patrimonio più redditizio: investire con il private banking

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Obiettivo: salvare il capitale e creare una rendita.

Oggi parliamo di come salvare il proprio patrimonio / capitale cercando di farlo fruttare (private banking) prendendo ad esempio una tipica famiglia italiana, la famiglia Rossi, formata da 4 persone, 2 genitori (pensionati) e 2 figli, uno sposato e l’altro studente universitario.

Laura Rossi, 59 anni, e Maurizio Rossi, 68 anni, di Roma.

Casa di proprietà.

Reddito netto: fra i 40 e i 70 mila euro all’anno.

Patrimonio: tra i 200 e i 300 mila euro.

Obiettivo: salvare il capitale e creare una rendita.

Sposati da 29 anni, entrambi bancari, sono andati in pensione due anni fa.

Hanno due figlie: una vive in Germania e l’altra è all’ultimo anno di economia, a Milano.

Il patrimonio è in parte investito in obbligazioni e in parte in titoli di stato.

Con una rendita maggiore potremmo permetterci un viaggio immagina Laura.

E magari polizze sanitarie migliori.

Un obiettivo futuro: l’acquisto di una casa per le figlie.

La famiglia Rossi potrebbe essere il cliente tipo del private banking perché, anche se il patrimonio è relativo, il loro investimento non ha scadenze temporali.

E allora che cosa fare nel 2010?

Siamo di fronte a una ripresa economica debole ma i dati americani ci dicono che il bel tempo è in arrivo, uno scenario favorevole alla crescita dei mercati azionari. Io penso che le borse faranno benino.

Anche se nel 2009 i listini sono cresciuti, le quotazioni sono ancora lontane dai massimi in media del 40 per cento.

Dunque mi pare realistico aspettarsi una crescita compresa fra il 10 e il 20 per cento.

Su cosa conviene investire / puntare?

Per quanto riguarda l’obbligazionario, nel 2009 si è guadagnato moltissimo con i titoli corporate.

Ma oggi questo cavallo mi pare arrivato al traguardo. Perciò preferirei titoli obbligazionari a tasso variabile, anche se rendono poco.

Perché, se si avvera lo scenario che ho descritto, nella seconda parte dell’anno avremo una ripresa sia dell’inflazione sia dei tassi d’interesse.

I titoli a tasso fisso saranno penalizzati.

E per quanto riguarda il comparto azionario?

Il mio suggerimento è di puntare su titoli difensivi, in settori come grande distribuzione, alimentare e telecom.

Più in particolare, consiglio di selezionare le azioni in base alle prospettive di dividendo.

Solo alcuni esempi: Enel nel 2010 dovrebbe rendere il 6,6 per cento, Eni il 6,5, Deutsche telecom il 7,6, France Télécom addirittura l’8,3».

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