Bambini e obesità: imparare a mangiare bene: Dieta
Bambini e obesità: imparare a mangiare bene: Dieta
Fra cattiva alimentazione in età infantile e sviluppo di malattie croniche esiste un rapporto direttamente proporzionale.
Metà dei bambini e degli adolescenti con peso eccessivo va incontro a sindrome metabolica e corre maggiori rischi di diabete e malattie cardiovascolari.
Colesterolo e trigliceridi elevati e insulinoresistenza influenzano la longevità. «I bimbi obesi hanno un’aspettativa di vita inferiore agli altri» avverte Claudio Maffeis, docente di clinica pediatrica all’Università di Verona e curatore del dossier Crescita sana e nutrizione nei bambini per il Barilla Center for food nutrition. «Nel dossier diamo le linee guida per una sana valutazioalimentazione in età scolare, quando il bambino acquisisce le sue abitudini alimentari» dice Maffeis.
Un bambino obeso lo sarà anche da adulto nel 50 per cento dei casi.
La percentuale di rischio cresce in proporzione all’eccesso di peso e all’età. «Per verificare il peso di un bambino basta misurare la circonferenza della vita e la statura.
Se la prima supera la metà della seconda, sale il rischio e vanno presi provvedimenti» consiglia Maffeis.
Nel 95 per cento dei casi le cause dell’obesità sono alimentari e sociali. «Il bambino impara per imitazione. Se i genitori si nutrono in modo scorretto, ne seguirà l’esempio.
L’eccesso di peso è comunque, a prescindere dalla predisposizione genetica, legato alla quantità e qualità del cibo». Nutrire correttamente i figli non è sempre facile.
I bambini amano cibi che andrebbero consumati di rado: preferiscono patatine fritte, caramelle e bibite dolci e gassate ai centrifugati di frutta fresca.
«Il gusto si educa da piccoli.
A mangiare le verdure si impara. Così come si impara a moderare le quantità avvertendo il senso di sazietà che ci regola» ricorda Maffeis.
Che si schiera contro l’abitudine del bis comune nelle mense scolastiche. «Il bambino chiede ancora pasta o carne per evitare il contorno vegetale.
Non ha bisogno di più calorie.
Stare seduti a scuola non prevede un alto dispendio energetico.
La fame esagerata ha altre cause».
L’obesità viene da un bilancio energetico positivo prolungato: si mangia più di quanto si consuma.
La sedentarietà ha un ruolo chiave. «Il bambino obeso è spesso davanti alla tv, solo.
Il cortile in cui si giocava è stato sostituito dal computer.
E la scuola a tempo pieno può essere fonte di stress.
Fattori emozionali e psicologici aggravano la situazione» avverte Maffeis.
Il dossier della Barilla elenca le sostanze fondamentali nella dieta dei più piccoli.
Le proteine per un organismo in crescita sono fondamentali. Il fabbisogno proteico in questa fase supera del 25 per cento quello dell’adulto.
Serve un’ampia varietà di fonti proteiche: legumi, pesce, carne e formaggio danno un giusto apporto di amminoacidi indispensabili alla rigenerazione dei tessuti. «Ai genitori ricordo però di tenere presente anche l’assunzione di proteine “inapparenti”, quelle contenute in condimenti, cereali e latte» aggiunge il medico.
E se poi prepariamo un ragù per condire la pasta, ricordiamoci che abbiamo consumato contemporaneamente anche un secondo.
A seguire sarà perfetta una porzione di verdura. «Educare un bambino a mangiare in modo corretto significa farne un adulto sano» conclude Maffeis.
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