Dieta: fino alle 14 non si ingrassa
Dieta: fino alle 14 non si ingrassa
Gran colazioni e cene leggere
I chili si perdono con l’orologio.
Ricerca dagli Usa: al mattino il corpo è più predisposto a bruciare i grassi
Nella nostra esistenza vi sono ben poche cose indispensabili.
Una di queste è sfamarsi. Speciali calcoli ci dicono che dedichiamo a questo nostro aspetto della vita circa 15 anni.
Tre lustri per molti di noi passati con grande soddisfazione a tavola senza ingrassare di un solo etto, ma per altrettanti di noi vissuti con frustrazione, nella continua battaglia contro la ciccia.
Ma perché tanta ingiustizia? La genetica ha di certo una buona dose di responsabilità, così come ce l’ha il consumo energetico (il sedentario accumulerà più adipe di chi pratica attività fisica), ma c’è dell’altro.
Uno studio statunitense della Northwestern University di Evanston dimostra che per non ingrassare non è importante solo cosa e quanto mangiamo, ma anche in che momento della giornata lo facciamo.
Alla base della ricerca, che ha visto come protagonisti ignari topolini, un interrogativo: «Comemai i lavoratori turnisti sono più a rischio obesità?».
Esperimento
E’ qui che entrano in scena i piccoli roditori. Divisi in due gruppi, i ricercatori li hanno alimentati con un’identica dieta ricca di grassi, con una differenza: il primo gruppo é stato nutrito rispettando i ritmi naturali di sonno e veglia, quindi di notte; il secondo, di giorno, ovvero nelle 12 ore in cui abitualmente dormono.
Ebbene, il secondo gruppo registrava un aumento ponderale del 48%, contro il 20% dei topolini in cui i bioritmi erano stati rispettati.
Deduzione: l’organismo dei ratti, come quello di noi bipedi, è regolato da un «timer » interno che scandisce le nostre esigenze.
Programmazione
In pratica le cellule di tutti i tessuti nelle 24 ore hanno picchi di operosità, seguiti da periodi di riposo. Individuandoli, si può riuscire a programmare un regime alimentare in grado di approfittarne.
Anche in questo caso è la scienza a venirci in soccorso.
Il nostro fegato, per esempio, nelle ore serali favorisce la glicogenesi, ovvero produce zuccheri, mentre al mattino facilita la glicolisi, cioè li brucia.
Oro in bocca
E’ ancora al mattino che il corpo produce il maggior numero di enzimi digestivi e quanto ingerito nelle prime ore non va a incidere sul peso.
Sino alle 14 la produzione di insulina, l’ormone che metabolizza gli zuccheri, è concentrata e i succhi gastrici e biliari che trasformano i grassi sono in piena attività.
Potete quindi concedervi con calma e senza timori un pranzo sostanzioso.
Infine, nell’ultimo pasto della giornata, quando tutte le funzioni del corpo rallentano, limitatevi a pietanze leggere e soprattutto povere di grassi, in quanto i lipidi ingeriti tendono a trasformarsi in tessuto adiposo.
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