Mangiare pesce ricco di omega 3: dieta e benessere fisico
Mangiare pesce ricco di omega 3: dieta e benessere fisico
Alimenti sani onsieme con le carni bianche sono un’efficace barriera contro l’alzheimer.
Siamo tutti consapevoli che la dieta mediterranea, scoperta dall’americano Ancel Keys prima della seconda guerra mondiale, alla base delle leggendarie “Razioni K” destinate ai soldati statunitensi, è sicuramente la migliore del mondo.
Quasi tutti ricordano che la dieta all’italiana comprende frutta, pasta, verdure, carni bianche.
Molti però dimenticano che un ruolo fondamentale è riservato al pesce, possibilmente del tipo meno pregiato, come alici e sardine.
Le proteine del pesce hanno, infatti, un’importante funzione di costruzione e, soprattutto, di ricostruzione dell’organismo. Contribuiscono, infatti, in maniera evidente allo stabilizzarsi dei meccanismi di sazietà e, di conseguenza rivestono un ruolo fondamentale soprattutto, in quei paesi come gli Usa, dove si registra con preoccupazione una forte tendenza all’obesità e al sovrappeso.
È stato confermato recentemente che le proteine hanno un potere saziante, addirittura superiore a quello degli zuccheri e dei grassi, perché hanno una maggiore capacità di inibire la produzione della “grelina”, uno dei più importanti mediatori della sensazione di fame.
Proprio per questo i nostri nutrizionisti consigliano almeno per tre pasti alla settimana di utilizzare pesce, possibilmente ricco di “omega 3″, il nome scientifico dei grassi di pesce che costituiscono nutrienti fondamentali e occupano un ruolo molto importante per prevenire e proteggere da molte malattie.
Tutti i pesci, e, ovviamente, di più quelli ricchi di omega 3 sono fondamentali nella prevenzione di malattie e problemi cardiovascolari, come l’infarto.
Di conseguenza migliorano la circolazione, aiutano a evitare le infiammazioni e, grazie all’effetto benefico che hanno sul tessuto nervoso, anche a mantenere in un buono stato il cervello e la vista.
Inoltre studi recenti suggeriscono che gli omega 3 aiutano a produrre la serotonina, il cosiddetto “ormone della felicità”, scoperto dal nostro grande ricercatore Vittorio Erspamer, il quale per questo avrebbe meritato il Premio Nobel.
Addirittura i norvegesi recentemente hanno condotto un piccolo studio (solo venti donne partecipanti) i cui risultati dimostrerebbero che le donne che mangiano almeno tre volte alla settimana salmone norvegese, migliorano l’aspetto fisico ed i particolare l’epidermide del volto, ottenendo la qualifica di prodotto Anti- Age.
1) Limitare i carboidrati raffinati e sostituirli con prodotti a basso indice glicemico: pasta, pane, riso integrali che rallentano l’ossidazione degli zuccheri
2) Mangiare spesso legumi, fonti di proteine vegetali e fibre antiossidanti
3) Consumare molto pesce azzurro (tonno, sgombro, sardine) che migliora l’ossigenazione cellulare
4) Introdurre ogni giorno abbondanti porzioni di verdure fresche, soprattutto spinaci, broccoli e cavoli, e frutta, in particolare agrumi, kiwi e frutti di bosco
5) Condire i cibi con spezie ricche di sostanze anti-glicazione come ginger, curcuma, origano, cannella, chiodi di garofano, rosmarino e timo.
6) Bere molta acqua e spremute non confezionate, prive di zuccheri aggiunti (es. succo d’uva e d’arancia)
Come se non bastasse recentemente l’autorevole “Archives of Neurology”, ha pubblicato un’indagine condotta su 2148 anziani secondo la quale coloro che mangiavano grassi vegetali a base di olio di oliva, pesce, pollame, verdure e frutta avevano un rischio di sviluppare la tremenda malattia di Alzheimer inferiore del 40% rispetto a chi mangiava più cibi grassi e carni rosse.
Il menù ideale per prevenire la demenza sarebbe dunque basato su pesce, noci e carni bianche. Non poteva mancare il pomodoro, già noto per le sue proprietà antiossidanti.
Altri alimenti “nemici” dell’Alzheimer sarebbero in particolare oltre il “pesce azzurro”, i broccoli, le noci, e i cavoli.
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Tags: Diete personalizzate


