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Cyberbullismo, come difendersi dal bullismo via Web

Cyberbullismo, come difendersi dal bullismo via Web

Cyberbullismo, come difendersi dal bullismo via Web

Il bullismo online colpisce bambini e adolescenti, attraverso social network, chat, forum e blog, con la diffusione di video e immagini denigratorie o tramite la creazione di “gruppi contro”, che bombardano il malcapitato di messaggi offensivi. Scopriamo quali sono gli strumenti per aiutare i nostri fi gli e nipoti a difendersi dal cyberbullismo.

Con l’avvento di Internet la nostra vita è cambiata, nel bene e, purtroppo, anche nel male.
Possiamo organizzare le nostre vacanze e fare acquisti di ogni genere senza muoverci da casa, informarci su quanto succede nel mondo in tempo reale, restare in contatto con amici e parenti vicini e lontani.
Navigando su Internet, però, corriamo il rischio di diventare vittime di truffe e furti d’identità, il nostro computer può essere infettato da ransomware che prendono in ostaggio i nostri dati, oppure può capitarci di essere perseguitati da un cyberbullo.
Quest’ultimo fenomeno riguarda soprattutto i più giovani, dai 10 ai 17 anni.
I nostri figli e nipoti, cresciuti a stretto contatto con la tecnologia, non fanno distinzioni tra vita online e vita offline.
La prima influenza fortemente la seconda.
Quanto accade nelle chat, sui social network, nei forum, e più in generale sul Web, condiziona il comportamento di bambini/e e ragazzi/e anche mentre non sono online.

Cos’è il Cyberbullismo

Quando qualcuno sfrutta le nuove tecnologie per molestare, intimorire, far sentire a disagio, escludere o mettere in imbarazzo un’altra persona, siamo di fronte a un caso di cyberbullismo.
Gli strumenti utilizzati dai bulli del Web sono i più disparati: messaggi via chat, post su Facebook, email, commenti su blog, forum, siti dove si gioca online, eccetera.
Talvolta questi prepotenti usano ancora telefonate ed Sms, ma oggi accade ormai di rado.
In che modo i bulli attaccano gli altri? Ad esempio diffondendo pettegolezzi e bugie sul malcapitato, oppure fotografie e filmati imbarazzanti (come nudi, immagini che ritraggono la vittima in intimità con qualcun’altro, eccetera).
Può trattarsi di foto e video reali, oppure no: più spesso sono dei fotomontaggi.
O ancora, il bullo prende di mira la propria vittima sfruttando una sua debolezza: una caratteristica fisica, per esempio, o la difficoltà ad avere successo a scuola.
Talvolta, i bulli si impossessano dell’identità altrui o usano un profilo falso per creare i presupposti necessari a ridicolizzare chi perseguitano.
Questi giovani, in sostanza, insultano, deridono, minacciano fisicamente e riescono fi n troppo spesso a far sentire il malcapitato emarginato e disperato.

Può trattarsi di attacchi che avvengono esclusivamente online oppure di comportamenti associati a episodi di bullismo a scuola o nei luoghi di aggregazione. Nella maggior parte dei casi, la vittima conosce personalmente il proprio carnefice. Il bullo non agisce necessariamente da solo ma può riunire un gruppo di coetanei che si alleano contro il perseguitato.

La nuova legge sul Cyberbullismo

Il 18 giugno è entrata in vigore la nuova legge per il contrasto alle forme di cyberbullismo, che assegna alle scuole un importante ruolo di prevenzione, informazione, recupero e rieducazione dei minori coinvolti.
In ogni istituto verrà individuato un insegnante, che farà da referente per tutte le azioni da mettere in atto contro il cyberbullismo, il quale si coordinerà con le associazioni e i centri di aggregazione giovanile presenti sul territorio. è stata prevista una formazione specifica del personale scolastico, anche se i fondi stanziati allo scopo (solo 200 mila euro) sono davvero esigui.
Secondo il testo della legge, il bullismo via Web comprende ogni forma di pressione, aggressione, molestia, ricatto, ingiuria, denigrazione, diffamazione, furto d’identità, alterazione, manipolazione, acquisizione o trattamento illecito di dati personali, realizzata per via telematica, a danno di minori.
Viene inclusa nella definizione anche la diffusione di contenuti online col proposito di isolare un minorenne attraverso, per esempio, la ridicolizzazione.
Qualsiasi minore vittima di bullismo che abbia compiuto 14 anni può rivolgersi al gestore del sito internet o del social media dove sono stati pubblicati i contenuti offensivi e chiederne l’oscuramento.
In alternativa, può sempre farlo un genitore o un tutore responsabile.
Allo stesso modo, possono essere richiesti la rimozione o il blocco dei dati personali del minore diffusi su Internet.
Operazione che deve essere effettuata entro 48 ore dall’istanza. Dal momento che i cyberbulli sono quasi sempre dei minori come le loro vittime, la legge prevede che chi ha compiuto i 14 anni possa essere denunciato e che (come avviene nei casi di stalking), prima della denuncia il questore possa intervenire convocandolo, per ammonirlo ufficialmente affinché cambi condotta, in presenza di un tutore.

Cosa possiamo fare per difenderci dal Cyberbullismo

Parlare con i propri figli e nipoti è fondamentale per capire se c’è qualcosa che non va, ma mantenere un dialogo sincero con un preadolescente o un adolescente può essere molto difficile.
Non solo: le vittime di cyberbullismo spesso si vergognano della situazione che stanno vivendo e cercano di nasconderla in tutti i modi, pensando di doversela cavare da soli. E’ necessario, quindi, tenere gli occhi aperti e osservare attentamente. Se ci accorgiamo che nostro figlio ha smesso di uscire con il solito gruppo di amici, è restio a frequentare luoghi ed eventi che coinvolgono altri giovani della sua scuola, è particolarmente nervoso quando riceve un messaggio, un’email o una notifica sul telefono, cerchiamo di indagare.
Frequentemente, i ragazzi rispondono al forte stress causato dal cyberbullismo mostrando scarsa autostima, disturbi alimentari o del sonno e persino depressione.
La miglior difesa è la prevenzione.
Limitiamo l’accesso dei nostri figli e nipoti alla Rete, impedendo loro di passare tutto il giorno connessi.
A costo di essere impopolari, vietiamo ai minori di 14 anni l’uso dei social e chiediamo di darci le password di eventuali account su siti e forum. Insegniamo ai più giovani quanto sia rischioso condividere troppe informazioni personali online, così come foto e video.
Raccontiamo loro le storie di altri giovani che hanno vissuto episodi di bullismo, per sensibilizzarli sull’argomento. Nostro figlio potrebbe essere, anziché una vittima, un carnefice.
Anche in questo caso ha bisogno di attenzioni e del nostro intervento.
Infine, possiamo sempre affidarci alle app di controllo parentale, monitorando quello che fanno i ragazzi col telefono, il principale strumento di accesso alla Rete per i più giovani.
Con i più piccoli possiamo usare, ad esempio, PlayPad Parental Control (gratuita), che consente di localizzare con il Gps il dispositivo, bloccare chiamate ed Sms, permettere l’uso di alcune app e non altre.
In casi estremi possiamo “spiare” i più grandi (se minorenni) con un’app come SpymasterPro che ci dà la possibilità di tracciare telefonate ed sms, leggere le chat, controllare Facebook, guardare la galleria, eccetera. Attenzione: usarla per controllare un adulto è reato!

LOTTA AL CYBERBULLISMO

Cosa possiamo fare per proteggere i nostri figli?

• Parlare con i ragazzi e osservarli attentamente.
• Controllare che non siano troppo nervosi quando ricevono email, messaggi e notifiche sul telefono.
• Verificare che non abbiano disturbi legati al cibo o al sonno e che non manisfestino sintomi di depressione.
• Limitare l’uso della Rete ai minori di 14 anni.
• Usare app di parental control.

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