Videogiochi: i download gratis e la crisi dei videogame

Videogiochi: i download gratis e la crisi dei videogame

Videogiochi: i download gratis e la crisi dei videogame

Alti costi di produzione, concorrenza dell’online e pirateria, le cause
principali.

Slitta l’atteso Gran Turismo 5. E i big del settore licenziano.

E pensare che a marzo era uscito un gioco che ci scherzava su: si chiamava Layoff, e mettendosi nei panni di un manager bisognava licenziare a tutto spiano. La tempesta della crisi però ha investito tutti i settori, compreso quello dei videogames. Certo, la barca ha tenuto: la flessione di mercato rispetto al 2008 è soltanto dell’ 1,7%, e a Natale, complice anche il calo del prezzo delle console, il raccolto è stato buono (2,19 miliardi di dollari soltanto negli Stati Uniti). Resta però un 2009 difficile, e i licenziamenti non sono rimasti solo sullo schermo. Secondo una ricerca dell’agenzia M2, nell’ultimo anno hanno perso il lavoro 11.488 persone nel settore. Le cause A tagliare sono state anche aziende top (tra le altre, EA, Sega, Disney e Lucas Arts), per un fenomeno che per ora è al 71% made in Usa.

Le cause della crisi dei videogame?

Qualche titolo che va male, o i costi alti.

Se le console sono sempre più diffuse (nell’ultima settimana ne sono state vendute 700 mila) e i titoli di successo hanno cifre degne dei migliori film e libri, produrre e sviluppare un gioco oggi richiede budget hollywoodiani. Siamo tra i 18 e i 28milioni di dollari per un titolo multipiattaforma, cifre che raddoppiano per blockbuster come Modern Warfare 2 (sui 50) o Gran Turismo 5 (60, ci si lavora da 5 anni: doveva uscire amarzo in Giappone ma è stato rinviato).

Ecco quindi che le aziende pensano anche a risparmiare per investire in altri rami, come i giochi per social network (costo dai 30 ai 300 mila dollari, 6 settimane di sviluppo) o cellulari (dai 5 ai 20 mila, 4 mesi).

EA, ad esempio, ha acquisito per 300 milioni di dollari Playfish, specialista nei giochi per Facebook.

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Poi c’è la pirateria, mercato da oltre 550 milioni, che affligge soprattutto pc e console portatili.

E, inoltre, una certa diffidenza verso i «Dlc», i contenuti scaricabili a pagamento dai live delle console, che rendono la copia comprata solo una parte del gioco, considerati uno dei pilastri del futuro dei videogames.

Dati ufficiali sui download non ci sono, ma secondo un sondaggio Usa solo il 15% dei giocatori li scarica regolarmente, e il 43% non sa nemmeno che esistono.

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