E la crociera costa meno
Turismo: Pier Luigi Foschi, amministratore delegato della società, ha tre grandi navi nuove da criciera.
E dovrà vendere il 35 per cento di posti in più. Come? Abbattendo i prezzi.
Al confronto, quella di Sergio Marchionne con la Fiat sembra una passeggiata.
Nel secondo inverno di crisi globale, fra segnali di ripresa e tante incertezze, il numero uno della Costa Crociere, Pier Luigi Foschi, ha un imperativo: vendere il 35 per cento in più di un anno fa. (Vedi Crociera sulla Oasis of the Seas: una crociera a capodanno).
La disoccupazione che cresce raffredda la voglia di vacanza, quando va bene si rinvia la scelta all’ultimo istante.
Però la Costa Crociere quest’inverno ha ben tre navi nuove: due varate lo scorso giugno e una terza, la Deliziosa, da inaugurare in febbraio a Dubai.
Fatti i conti, senza incentivi allo svago sui quali contare, rispetto allo scorso inverno sono 9.500 posti extra al giorno da piazzare. «Sì, l’ho detto a Marchionne, è come se la Fiat dovesse vendere il 35 per cento di auto in più» conferma Foschi.
Ma aggiunge: «La nostra fortuna è poterci muovere.
Con le navi possiamo cercare di capire dove è meglio andare a vendere le nostre crociere».
Per giocarsi la partita dell’inverno Foschi punta anche sul prezzo, ritoccato senza incertezze al ribasso. «Non posso dire quanto» mette le mani avanti lui.
Ma assicura che «il momento buono per andare in crociera è adesso».
La scorsa estate, con tariffe medie tagliate dell’8 per cento, «abbiamo aumentato i passeggeri del 20 per cento, in linea con l’incremento dei posti disponibili, senza intaccare troppo la redditività».
Quest’inverno «il nostro tasso di occupazione a oggi è uguale a quello di 12 mesi fa» tira le prime somme Foschi. Numero 10, su 3.700 aziende italiane, nella classifica per la redditività 2008 della Mediobanca, la Costa prevede fatturato e utili in crescita nel 2009.
«Quando questa crisi finirà, però, i prezzi dovranno consentire una remunerazione più alta» prevede Foschi. «Altrimenti non si possono più ordinare navi nuove ».
Gli ordini nei cantieri sono bloccati da 18 mesi.
Dopo il boom degli anni passati, è all’asciutto pure l’italiana Fincantieri, leader al mondo nelle navi da crociera, grazie anche al suo primo cliente: il colosso Usa Carnival, proprietario della Costa.
Ora però la Fincantieri, che ha già 1.000 persone in cassa integrazione, rischia di perdere la doppia commessa con la quale la Carnival potrebbe interrompere il lungo stop. «La Fincantieri fa l’impossibile per tenersi i clienti» premette Foschi, che punta il dito sul sistema Italia e sulla Sace.
«Le navi sono oggetti costosissimi, che si costruiscono solo coi finanziamenti.
Oggi le banche sono più disponibili con i grandi investitori come noi, ma i tassi d’interesse sono molto alti.
Diventano decisivi i crediti alle esportazioni, con i quali le agenzie pubbliche come la Sace, per sostenere le esportazioni delle industrie nazionali, assicurano i rischi connessi ai pagamenti delle società straniere».
La Sace, tuttavia, «si è decisa a fornire condizioni appetibili solo da pochi giorni » rivela Foschi. Intanto la Carnival è andata a cercare offerte migliori altrove.
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Tags: Crociere in promozione



