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Aumento tasse rendite finanziarie

Aumento tasse rendite finanziarie

La Patrimoniale vera e propria non è arrivata neppure da Monti. Ma le manovre del vecchio e del nuovo governo hanno portato molti aggravi di costi per chi ha conti correnti e titoli finanziari.

I più consistenti sono le nuove tasse su capital gain, cedole e dividendi (20%) e i costi sui depositi titoli in crescita progressiva. Tasse importanti visto che in passato hanno fatto cadere i governi, com’è accaduto a Prodi.

Ma cosa sono davvero le rendite finanziarie? Quali convengono sul serio all’investitore? In principio erano gli immobili. Avere un buon appartamento o un locale commerciale ben affittabile in centro, garantiva una rendita attorno al 5, 6% lordo e, cosa decisiva, un incremento costante del valore dell’immobile. Così la rendita si poteva spendere senza rimorsi. Negli ultimi anni i prezzi sono scesi, anche di un bel po’. Ci vorrà tempo per vederli risalire.

E non succederà a tutte le tipologie di immobili, ma solo ai migliori. Molti resteranno sfitti. Cosa diversa le rendite mobiliari, cioè quelle che derivano dal possesso di obbligazioni e azioni. Anche sui titoli di Stato gli italiani erano abituati bene con la liretta: rendimenti spesso a due cifre su Bot, Cct e Btp senza che si parlasse mai del malefico spread.

La musica era cambiata dopo l’avvento dell’euro, oggi i rendimenti sono di nuovo altissimi, ma lo è anche la percezione di rischio dei risparmiatori. Restano le azioni. Molte società quotate alla Borsa italiana sono piuttosto generose in quanto a dividendi. Per due semplici ragioni.

La prima: le grandi aziende ancora controllate dallo Stato devono pagare forti cedole per accontentare il Tesoro. La seconda: le piccole e medie aziende private, controllate dalle famiglie che le hanno fondate, devono pagare robusti dividendi per accontentare la fame di liquidità dei soci.

Poi ci sono le blue chips di Wall Street, tipo Coca Cola o Johnson & Johnson, giganti con una storia di puntuali cedole, in continuo aumento e pagamento trimestrale. Peccato che la tassazione sia alta (15% alla fonte in America più la tassa italiana) ed esista il rischio cambio se le comprate in Usa.

Anche se di recente l’euro perde sul dollaro.

Oro e metalli preziosi non offrono rendita, ma solo protezione psicologica e pericoli quando invertono il ciclo.

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