Home / Promozioni Banche investimenti e finanze / BTpi: calcolare rendita obbligazioni indicizzate all’inflazione

BTpi: calcolare rendita obbligazioni indicizzate all’inflazione

BTpi: calcolare rendita obbligazioni indicizzate all’inflazione

Perchè i rendimenti lordi è netti dei BTpi sono molto elevati rispetto alla cedola nominale? Forse per effetto dell’inflazione? Chiedo questo chiarimento, ho alcune emissioni in portafoglio e vorrei capirne di più: potreste illustrarmi il meccanismo che determina i rendimenti?

Marco T.

Risposta promozionigratis.it

La domanda del nostro utente, mette in evidenza una problematica “classica” nella quantificazione del rendimento di un titolo obbligazionario a cedola variabile.

Problematica che nel caso del bond in questione a accentuata dal fatto che la componente variabile non è legata al livello dei tassi di interesse (come nelle normali obbligazioni indicizzate) oppure al rendimento dei BoT (come nei CcT), bensi dipende da un indice calcolato secondo metodologie prestabilite: quello del tasso di inflazione europea.

Si ricorda infatti che i BTpi garantiscono un rendimento certo prefissato, determinato dalla cedola facciale, che varia dall’ 1,85% per il BTpi in scadenza nel 2012 al 2,55% per il BTpi in scadenza nel 2041, più una maggiorazione che dipende dal tasso di inflazione che si materializzera durante il periodo di esistenza del titolo.

Dato che a priori non e ovviamente possibile sapere con certezza il futuro tasso di inflazione europeo, è indispensabile effettuare delle stime per dare un valore al rendimento di questi titoli.

Su questo punto, la metodologia utilizzata va analizzata a spiegata.

Per il calcolo del rendimento a scadenza dei BTpi, infatti, viene considerato che il tasso di inflazione attuale (quello cioè dell’ultima rilevazione disponibile) resti invariato per tutta la vita residua del titolo, indipendentemente dalle aspettative di mercato.

In pratica, se il tasso di inflazione medio dalla data odiema alla scadenza del titolo rimarra quello attuale, il rendimento del BTpi a scadenza sarà effettivamente quello indicato.

Questa metodologia, che gli investitori più tecnici potrebbero considerare una forzatura, ha indubbiamente il pregio di essere semplice è di immediata comprensione per tutti gli investitori non professionali.

Al pregio della semplicità, però, si accompagnano alcuni effetti che potremmo definire “collaterali” che vanno tenuti presente quando si analizzano i BTpi paragonandoli a quelli “tradizionali”.

In particolare, l’effetto più rilevante è quello di evidenziare un rendimento più elevato per i BTpi rispetto ai BTp normali, quando come in questo periodo ci si attende un calo dell’inflazione e quindi le previsioni, in termini di inflazione media per i prossimi anni, sono inferiori rispetto al dato corrente.

Una situazione opposta ovviamente si ha quando è previsto un aumento dell’inflazione; in quel caso l’inflazione prevista sarà superiore al dato corrente e quindi la metodologia utilizzata indichera rendimenti inferiori per i BTpi rispetto ai BTp normali.

Non possiamo dunque che sottolineare come il calcolo del rendimento, per titoli che prevedano una remunerazione variabile, non possa prescindere da un qualche tipo di forzatura che a prescindere dalla maggiore o minore sofisticatezza della metodologia utilizzata non riuscira mai (a meno di casi fortuiti) a prevedere con esattezza l’effettivo rendimento conseguito a scadenza.

Voto
Ti è piaciuto l'articolo?
[Media: 0]

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Completa il codice di controllo: *