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Comprare casa: evitate il mutuo a tasso variabile

Comprare casa: evitate il mutuo a tasso variabile

Con i tassi per i mutui casa al minimo storico 2,56% il tasso medio erogato ad aprile, un anno fa era al 4% e la minaccia dell’inflazione, sono sempre di più gli investitori che tornano a fidarsi del mattone.

L’Abi ci dice due cose.

La prima: gli italiani continuano a volersi indebitare per comprare case più della media europea.

La nostra quota è salita dal 9,6% al 10,2% negli ultimi 12 mesi.

La seconda: c’è una forte richiesta di mutui casa in tutto il Paese.

La crescita è un po’ «drogata»: le banche 12 mesi fa avevano smesso di erogare mutui per paura di una crisi generalizzata. In effetti, in un anno la quota di chi non ce la fa a pagare le rate, e va in default, è passata dallo 0,8% al 1,5%. Quasi raddoppiata. (Vedi Informazioni Mutuo Online: la newsletter).

È destinata a durare questa ripresa?

Che consigli si possono dare a chi vuole fare un mutuo casa nei prossimi mesi?

Il mio parere è questo: comprare la prima casa per viverci ha sempre senso se la rata non rischia di mettervi in crisi di liquidità.

Mai comprare una casa che costi più di cinque/sei volte il vostro guadagno netto annuale/familiare. (vedi Comprare casa: il miglior mutuo)

E, se lavorate da dipendenti, evitate il mutuo a tasso variabile.

In Europa, metà dei mutui per la casa sono erogati a tasso fisso.

In Italia sono solo il 20%.

Quindi gli italiani sono molto più esposti all’aumento della rata, tutte le volte che la Bce alza il costo del denaro.

mutuo più convenienteMa qual è la differenza reale tra i due tipi di mutuo più famosi?

Con quello a tasso fisso, l’interesse è bloccato al momento della stipula del contratto, e rimane invariato per tutta la durata del prestito.

Con il mutuo a tasso variabile, l’interesse cambia seguendo un indice di riferimento, l’Euribor (leggi anche Come scegliere il mutuo migliore).

Perché per i dipendenti è meglio contrarre solo mutui a tasso fisso?

Il motivo è semplice: l’importo della rata, e il numero delle rate, non cambiano mai.

Con il tasso variabile, invece, tutte le volte che l’Euribor cresce, aumenta la rata.

Oppure resta fissa, ma aumenta il numero delle rate da pagare.

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