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Mutui: dare un taglio alle rate del mutuo

Mutui: dare un taglio alle rate del mutuo

I tassi sono ancora ai minimi: i prestiti variabili sono poco sopra al 2%, quelli fissi arrivano al 4,4%. 
Eppure per chi si è indebitato troppo può essere faticoso far fronte agli impegni.

Dalla moratoria Abi agli aiuti statali, dalla rinegoziazione alla surroga fino al consolidamento: ecco tutte le strade per riportare in equilibrio i debiti per la casa.

Dalla moratoria Abi agli aiuti statali, dalla rinegoziazione alla surroga: come riportare la spesa a dimensioni compatibili con il budget.

L’Euribor, nelle ultime settimane, ha cominciato a rialzare la testa: il tasso trimestrale è arrivato, infatti, intorno all’1%. Nonostante questa risalita, piccola per ora, il costo del denaro continua a rimanere a livelli minimi, mai registrati in Italia dal dopoguerra. E questa è una situazione ottimale per chi sta cercando casa e ha i mezzi per accedere al credito.

Per un mutuo variabile di 100 mila euro a venti anni sono richiesti, secondo i dati di Mutui Online, tassi attorno al 2% con rate di poco superiori a 500 euro al mese. Bastano 370 euro se ci si impegna per un rimborso trentennale.

Anche i tassi fissi sono ai minimi: per lo stesso mutuo a 20 anni si arriva poco sopra il 4%, con rata indicativa attorno a 625 euro e per il trentennale si sale di un paio di decimi di punto, con una rata da 500 euro al mese. Ma l’epoca dei tassi bassi ha un suo risvolto molto più amaro. (Vedi Informazioni Mutuo Online: la newsletter).

Parametri di sistema fermi all’1% (come il tasso della Bce), o addirittura ancora più bassi, come l’Euribor, che oscilla tra lo 0,8% della durata mensile e l’1% del trimestrale, sono la cartina al tornasole di un’economia ancora convalescente da una crisi che ha lasciato il segno sui budget domestici. E, infatti, è in forte aumento il numero dei debitori che hanno difficoltà con le rate.

Le sofferenze relative a crediti alle famiglie consumatrici sono arrivate a luglio 2010, secondo le rilevazioni dell’ultimo supplemento al bollettino statistico della Banca d’Italia, a 15,8 miliardi di euro, cinque in più rispetto a 12 mesi prima, con un balzo del 46,2%. I dati non distinguono tra credito ipotecario e credito al consumo che ha una dinamica peggiore per la semplice ragione che i debitori rischiano meno se non pagano.

Ci sono anche altre analisi che evidenziano il diffondersi della situazione di disagio: nei primi otto mesi di applicazione della moratoria sui mutui decisa dall’Associazione bancaria italiana 28 mila famiglie hanno optato per la sospensione dei pagamenti. Questo piano delle banche è una delle opportunità offerte a chi ha difficoltà a fare fronte ai suoi impegni; è una soluzione che va consigliata a chi pensa di avere problemi destinati a risolversi nel breve periodo.

Un’altra soluzione è aderire alla moratoria statale. Ma il problema del mutuo troppo pesante interessa anche chi non ha grossi problemi nel far fronte ai suoi impegni, ma ha sottoscritto il prestito, fisso, a tassi ben più elevati di quelli attuali?

Cosa fare in questa situazione?

Meglio la rinegoziazione con la propria banca o la rottamazione?

Quali vantaggi può dare il passaggio al tasso variabile o l’allungamento del prestito?

Ecco in cinque domande e cinque risposte alcuni consigli per ridare ossigeno al budget familiare.

Continua a segurci, nei prossimi giorni troverai le risposte alle precedenti domande.

Vedi anche: mutuo più conveniente

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