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Netflix: la tv a misura di telespettatore

Netflix lancia 11 nuove serie TV
Netflix lancia 11 nuove serie TV

Netflix: la tv a misura di telespettatore

Decine di serie e film: da “Marco Polo” a “The Ranch”
Depardieu e Kutcher in arrivo, tutto stidiato a misura di telespettatore.

L’astronave di Netflix atterra alla Città del cinema di Parigi, come a segnare il cambio d’epoca. E annuncia 31 serie vecchie e nuove nel 2016, una ventina di film e documentari, 30 titoli per ragazzi, settore che ovviamente interessa molto. La strada è quella ribadita dal guru Reed Hastings: una tv on demand che si possa guardare su schermi diversi – dal televisore allo smartphone – e quindi ci segua, da “aprire” quando si vuole, come un libro, che studia scientificamente i gusti di 75 milioni di utenti (e che ora cerca produttori anche in Italia).

Netflix: la tv su misura

Esempio: Netflix scopre che il 60% di chi predilige l’umorismo inglese non vive in Inghilterra? Abbatte un pregiudizio, apre un mercato.
Cambiando anche il modo di raccontare: Charlie Cox, interprete di Daredevil, spiega che «alla fine di un episodio non è più indispensabile il colpo di scena che ti faccia attendere la puntata successiva, perché la serie è già tutta online».
E Ashton Kutcher, ex atleta finito in campagna nella sit-com The Ranch, registra le puntate davanti a un pubblico vero, con più telecamere, «per misurare subito le reazioni», paradossalmente cercando l’effetto opposto di Netflix, «che rende la visione sempre più individuale».

La punta di diamante resta Frank Underwood, l’uomo nero di House of Cards (in Italia su Sky la stagione 4, la 5 è in cantiere), al secolo Kevin Spacey.
«Alcuni politici mi hanno detto che Frank non è così immaginario, racconta, e dire che certe volte esco dal set e mi pare di aver esagerato. Poi, accendo la tv e cambio idea…
Le primarie Usa? La nostra è una fiction, ma nella realtà ci sono personaggi da fiction.
Perché piace House of Cards? Perché mostra la politica della vita». Se Underwood ora è famoso persino in Cina («però pensano combatta la corruzione»), la Cina di ieri è in Marco Polo, che torna il 1° luglio con la stagione 2 e l’italiano Lorenzo Richelmy.
Perché Netflix rilancia serie in cui crede (Unbreakable Kimmy Schmidt 2 da venerdì, per esempio) e aggancia firme del cinema (Guillermo Del Toro per i cartoon e Baz Luhrmann con la serie The get down, ovvero l’hip hop nel Bronx Anni 70) ma solletica con produzioni europee dalle trame universali. In Marseille – online il 5 maggio, 8 episodi -, Depardieu è il sindaco di una città che, tra yacht e banlieue, si sgretola sotto le mani di quanti vogliono possederla; in The crown – 4 novembre, 8 mesi sul set – sbirceremo amori, segreti e ferite della regina Elisabetta II e di Filippo.
Guarda caso, altre due serie sul potere. Quello di cui anche Netflix vuole una fetta, telespettatori permettendo.

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