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Energia elettrica: attenzione agli inganni porta a porta

Energia elettrica: attenzione agli inganni porta a porta

PORTA A PORTA, AL TELEFONO: AUMENTANO I CASI DI VENDITE CON L’INGANNO

Suonano alla porta o chiamano al telefono. Promettono sconti e risparmi sulla bolletta della luce. Ma in realtà, con informazioni volutamente parziali o del tutto errate, i venditori “a distanza” traggono in inganno i consumatori “trasferendoli”, senza che se ne rendano conto, dal loro fornitore a un altro, o dal servizio a maggior tutela al mercato libero dell’energia elettrica.

La storia è nota: i primi episodi si erano verificati a pochi mesi dall’introduzione del mercato libero, avvenuta il 1° luglio 2007. Ora, però, sembra di essere in presenza di una nuova ondata.

Le segnalazioni degli ultimi giorni riferiscono di un campionario di abusi quanto mai vario.

Gli agenti di vendita si presentano alla porta senza preavviso oppure telefonano. C’è chi prospetta offerte promozionali dell’azienda elettrica, chi approfittando della disinformazione dell’utente chiede una firma di conferma (che dice “obbligata”) per il passaggio alla tariffa bioraria (che è automatico) e chi, infine, arriva a firmare illecitamente il contratto di adesione. Fatto sta che l’utente si ritrova suo malgrado con un contratto diverso da quello in essere.

È successo a Valentina Pascucci, trentenne grossetana, socia titolare di una cooperativa di Siena dove, a ottobre, si sono presentati per conto della società Sorgenia due agenti, che, ricorrendo alle generalità di uno dei soci volontari presente, ma non autorizzato alla firma, hanno stipulato un nuovo contratto mai richiesto.

La scoperta del cambio di fornitore è avvenuta tempo dopo, quando, racconta la Pascucci, “ho visto che dai soliti 90 euro a bimestre la bolletta della luce era schizzata a 240”.

Un po’ meglio è andata a Simona Rotatori, 29enne romana, libera professionista, che lo scorso 16 luglio ha ricevuto la visita per conto di AceaElectrabel di una agente che, prospettando un semplice sconto sulla bolletta e senza mai riferirsi al mercato libero, le ha proposto un contratto di adesione al nuovo regime. Ma non le ha consegnato né la scheda di confronto delle tariffe, prevista dal Codice di condotta dell’Autorità per l’energia elettrica e il gas (Aeeg) né l’informativa sulle condizioni economiche del nuovo contratto.

“Fortunatamente, alcune ore dopo, ragionando con calma, mi sono resa conto di quello che avevo firmato e il giorno successivo ho inviato una raccomandata alla società per recedere dal nuovo contratto”, racconta la nostra interlocutrice. I modi non cambiano di molto quando il venditore si presenta per telefono. Un mare di promesse di nuove opportunità e convenienza.

Poi la conclusione del contratto, legittimata dalla registrazione vocale della sottoscrizione. È capitato alla signora Gemma (il nome è di fantasia, la storia no), insegnante romana in pensione.

Contattata il 22 luglio scorso da un’operatrice per conto di Enel Energia, e presa alla sprovvista, ha accettato una proposta commerciale, rendendosi conto solo più tardi, parlandone con il marito, di aver accettato il passaggio al libero mercato.

Sembra che per gli agenti di vendita ogni tecnica sia buona per portare nuovi clienti nel mercato libero, che conta circa 2,9 milioni di famiglie, il 10% del totale (28 milioni) di utenti.

Non la pensa così l’Aeeg, che nel 2009 ha sanzionato per pratiche commerciali scorrette AceaElectrabel (75mila euro), Sorgenia (350mila euro) ed Enel Energia (50mila euro). “Oltre a danneggiare i consumatori, queste pratiche scorrette rischiano di minare la credibilità del mercato libero e le sue opportunità di risparmio”, dice Mauro Zanini, vicepresidente di Federconsumatori. “Il fenomeno è in crescita, come dimostrano i reclami che riceviamo, anche perché se prima il libero mercato era appannaggio dei big adesso sono sempre di più le utility minori a percorrere questa strada. Nel 2009 la metà delle segnalazioni veniva dal settore della telefonia, quest’anno è appannaggio del settore energetico”. Secondo uno studio di Ricerche industriali ed energetiche e GmprGroup, su 2mila intervistati (1.000 clienti del comparto elettrico e altrettanti del gas), l’89% delle famiglie non è propenso a cambiare fornitore di energia elettrica o gas. Ben il 45,5% non conosce le offerte commerciali e il 42% afferma di averne sentito parlare, senza però aver approfondito l’argomento.

I consumatori in altre parole ne sanno ancora poco. Per questo le aziende si rivolgono ad agenzie dedicate, che di casa in casa o per telefono contattano nuovi potenziali clienti. E guadagnano in base al numero di contratti sottoscritti. Un Far West? Dice Riccardo Bani, direttore generale di Sorgenia: “Invitiamo i clienti a segnalare eventuali pratiche commerciali scorrette e ribadiamo di aver sottoscritto un codice di condotta con le principali associazioni dei consumatori per disciplinare le attività delle nostre agenzie di vendita”.

E Nicola Lanzetta, responsabile Vendite mass market di Enel Energia, che opera tramite 60 agenzie e 15 società di vendite per telefono: “Monitoriamo costantemente l’attività per rilevare comportamenti non conformi e adottare le misure previste: dall’allontanamento del singolo operatore/venditore all’imposizione di una penale al partner commerciale, alla revoca del mandato di vendita”.

Una vigilanza necessaria, sottolinea Zanini, che chiede “un rigido controllo da parte delle aziende. Ma anche una maggiore consapevolezza dei consumatori, che devono informarsi sia per avere un quadro più chiaro delle opportunità esistenti, sia per conoscere gli strumenti, come lo Sportello per il consumatore dell’Aeeg (numero verde 800-166654, ndr), per segnalare disservizi, presentare reclami e ricevere assistenza”.

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