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Expo: Petrini contro McDonald’s, Slow food contro Fast food

Expo: Petrini contro McDonald’s, Slow food contro Fast food

Questa lite verbale potrebbe titolarsi «Slow food contro Fast food». O litigio sul decumano.

Carlin Petrini, martedì, inaugurando il padiglione della sua associazione all’Expo aveva criticato la presenza di McDonald’s all’interno dell’Esposizione universale dedicata a cibo e sostenibilità per il Pianeta.

E ieri è arrivata la replica della multinazionale americana, piuttosto pepata: «Ci domandiamo perché chi proclama l’importanza della biodiversità non accetti poi l’idea della diversità dell’offerta e soprattutto non dimostri rispetto per la libertà e la capacità di scelta delle persone».

La nota si è spinta più in là e ha definito quella di Petrini «retorica terzomondista ».

Perché tanto astio?

Il giorno prima il fondatore dell’associazione aveva definito la manifestazione «un’occasione persa» perché i contenuti sono stati trascurati rispetto all’aspetto più fieristico della kermesse.

«In tutte le città del mondo esiste Slow Food ed esiste McDonald’s, aveva osservato, il problema è quello di di capire la differenza che c’è tra il prezzo e la qualità».

E la replica non poteva che essere risentita.

«Migliaia di persone ci scelgono liberamente, ha detto McDonald’s, magari dopo essere passate a visitare l’immenso, triste e poco frequentato padiglione di Slow Food.

L’ideologia non sfamerà il pianeta », la frecciata della catena di fast food.

Se fra i due mondi una convergenza c’è, non è certo quella che vorrebbe Petrini. McDonald’s lo sa.

E sa che è l’accusa che più lo ferisce. E allora gliela fa in chiusura: «Anche Slow Food oggi è una grande realtà internazionale, una specie di multinazionale».

Le critiche di Petrini avevano riguardato, però, soprattutto l’organizzazione della kermesse globale.

«Il focus di Expo come lo vedevo io, aveva accusato, doveva essere più accentrato sulla produzione agricola e sul nutrire il pianeta, anche se c’è ancora tempo per rimediare».

Si rifarà forse ad ottobre quando a Terra Madre porterà a Milano migliaia di contadini da 170 Paesi.

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