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Michelle Obama all’Expo: la fame si può battere

Michelle Obama all’Expo: la fame si può battere

Stamattina c’è più gente», sbuffa la signora in metropolitana. «Perché c’è la Obama», risponde un ragazzo.

Disincantata e workaholic, Milano apre le porte di Expo alla moglie dell’uomo più potente del mondo, ma oltre i cancelli non c’è troppa elettricità.

Colpa dell’ora (Michelle arriva alle 9), forse della maxiscorta (carabinieri, fusti americani, vigilantes sui tetti) e così, tra i fedelissimi dell’Expo, c’è chi sostiene che la visita non abbia agitato la fiera più di quella di Putin (non ditelo a Barack).

Mentre le figlie, Sasha e Malia, scorrazzano sulle auto elettriche per il decumano spopolato e saltano sulla rete dello stand brasiliano, Michelle, vestita Missoni, fa colazione con Agnese Renzi al Padiglione Italia, assistite a uno spettacolo dell’Albero della Vita, incoraggia i giovani: «Sarete capaci di trovare soluzioni e aiuterete a cambiare il mondo».

Intanto la folla in attesa cresce – pure volontari che “bigiano” – ma lei si concede poco agli smartphone.

Al Padiglione Usa incontra Confindustria, autorità e studenti e parla di cibo: quello che manca («nella lotta alla fame le soluzioni sono a portata di mano ma servono impegno e fondi») e quello di troppo («nessuno è riuscito a invertire la tendenza » dell’obesità infantile negli Usa, tuttavia «la crescita si è arrestata»).

Firma anche un messaggio per i ragazzi («Ci sono così tante innovazioni, sta a noi condividerle, attuarle e ispirare le nuove generazioni.

Abbiamo bisogno che rompiate gli schemi») e un assist per Expo – «spero che più americani si prendano il tempo per visitarlo» – raccolto dal commissario Giuseppe Sala.

Che annuncia «700 mila biglietti venduti in America ».

Poi Michelle, che si è vista donare una forma di grana, se ne va (a visitare il Duomo, accendendo candele per Charleston), senza dar retta agli unici che si agitano perché si volti: i centri sociali?

Macché, gli alfieri di Slow Food, che vorrebbero invitarla da loro.

Più tardi, arriva pure la stilettata di Carlo Petrini: «Lei è un bel testimonial ma dalle sue dichiarazioni devono discendere responsabilità politiche».

Oggi per la first lady visita a Venezia e grigliata con i militari Usa a Vicenza. Poco condita, per coerenza.

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