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Sacchetti plastica, consentito portarlo da casa solo monouso

Sacchetti plastica, consentito portarlo da casa solo monouso
Sacchetti plastica, consentito portarlo da casa solo monouso

Sacchetti plastica, consentito portarlo da casa solo monouso

C’è una mezza apertura, da parte del governo, sui sacchetti di plastica della discordia, le buste biodegradabili per la frutta e la verdura, diventate obbligatorie e a pagamento dal 1° gennaio, scatenando polemiche tra i consumatori, invettive sui social, illazioni politiche.
«Non siamo contrari al fatto che il cittadino possa portare i sacchetti da casa, a patto che siano monouso e idonei per gli alimenti », ha chiarito ieri il ministero della Salute.
Il titolare del negozio dovrà però verificare, «per evitare contaminazioni, l’idoneità dei sacchetti».

Sacchetti plastica, i costi

E dopo tre giorni di polemiche è intervenuto anche il ministero dell’Ambiente, con una circolare interpretativa, sottolineando che le borse di plastica «non possono essere distribuite a titolo gratuito» dai supermercati e «il prezzo di vendita per singola unità deve risultare dallo scontrino».
Si parla di 2-3-5 centesimi, che in un anno comportano una spesa di 5-10 euro, secondo i calcoli.

Ma perché l’Italia da tre giorni litiga sui sacchetti della spesa?
Il nodo della questione riguarda l’obbligo (legge 123, del 3 agosto scorso, in «Disposizioni urgenti per la crescita del Mezzogiorno ») dal 2018 di utilizzare sacchetti biodegradabili per il reparto ortofrutta dei supermercati e di segnalare il prezzo degli stessi sull’etichetta prodotta dalle bilance quando si pesano frutta e verdura.

Ministero dell’Ambiente: i sacchetti plastica si devono pagare, il prezzo va indicato sullo scontrino

La decisione, secondo il governo, nasce per adeguarsi ad una direttiva Ue del 2015, per ridurre la plastica.
Finora però l’Italia è l’unico Paese europeo ad averla applicata.

La commissione Ue: Ogni anno sprecate cento miliardi di buste di plastica

Intanto dalla Commissione europea spiegano che quella direttiva nasce dalla «grande preoccupazione» per i «100 miliardi di buste di plastica prodotte ogni anno».

E sulla “battaglia dei sacchetti” si accende il duello politico, con gli attacchi alla Novamont, società che produce il Mater Bi, la materia prima che le aziende utilizzano per produrre i sacchetti bio, accusata di aver beneficiato della legge in virtù della vicinanza politica dell’a.d., Catia Bastioli, con Matteo Renzi. «Nessun aiuto, è un nostro brevetto, frutto di anni di lavoro.
Certe accuse fanno male», ha replicato Bastioli.

Sacchetti plastica, il ministero della Salute frena le polemiche

Intanto, l’apertura del ministero non convince. «Il fatto che si possano portare da casa sacchetti nuovi per la spesa di frutta e verdura è pura teoria, spiega il presidente di Federdistribuzione, Giovanni Cobolli Gigli, perché il consumatore per essere in regola dovrà trovare esattamente quelli che si usano nei punti vendita, dello stesso peso, biodegradabili e biocompostabili». E la “battaglia dei sacchetti” continua.

Sacchetti plastica, il Codacons annuncia esposti in 104 procure

Il Codacons ha annunciato esposti in 104 procure italiane, una sfida legale contro una misura che definisce «pseudo-ambientale » e «adottata in modo del tutto errato in Italia». «Chiediamo alle procure di aprire indagini sul territorio alla luce del possibile reato di truffa, verificando il comportamento di ipermercati, supermercati ed esercenti nella vendita dei sacchetti bio», ha spiegato il presidente Carlo Rienzi.

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