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Investire con l’ arte in quadri e sculture

Investire con l’ arte in quadri e sculture

Avete mai pensato di investire in arte? Di solito la domanda solleva tra i risparmiatori obiezioni tanto immediate quanto scontate. 
La prima: l’arte costa troppo.

La seconda: difficile valutare un buon investimento.

La terza obiezione: meglio andare sul sicuro e comprare oro e immobili.

Eppure, secondo una recente ricerca di Nomisma, sia sul breve che sul lungo periodo l’arte contemporanea ha avuto un rendimento superiore a quello del prezioso metallo. Possibile? «È così.

Ma con riferimento all’arte contemporanea (dagli anni ’40 e ’50 in avanti) e non a quella moderna (che inizia alla fine dell’800 più o meno con l’epoca degli Impressionisti).

Certo, si tratta di investimenti un po’ più rischiosi, ma resta il fatto che l’arte contemporanea ha dimostrato di coprire bene l’inflazione e i rischi in caso di crisi.

Per dirla in poche parole, può essere considerata un bene rifugio».

I dati sono assolutamente evidenti: tra il 1995 e il 2011 il mercato dell’arte contemporanea è cresciuto velocemente con un tasso di rendimentomedio annuale del 4,65 per cento (quello dell’oro è stato del 4,06%), restituendo ai collezionisti un più 3,39 per cento l’anno a partire dal 2006 e superando nelle performance sia il mercato immobiliare che quello azionario. Saper valutare bene Scoperto, il valore dunque.

Non resta che capire come investire e quanto capitale di base è necessario. Cifre iperboliche? Non sempre. «Certo, se ci si concentra sugli artisti più scambiati in asta o in galleria, i costi salgono, ma non tutti sanno che l’80 per cento di quello che viene scambiato oggi ha un taglio che va dai 3 ai 20mila euro». Scegliere l’artista giusto però non è facile. E nemmeno informarsi.

Non esistono fondi di investimento dedicati, ma presso le banche esistono «art advisor» competenti e però abituati a muovere cifre consistenti.

Ci si può rivolgere per un parere ai galleristi di provata tradizione, spesso di parte ma profondi conoscitori del mercato, oppure consultare siti di comparazione come Artprice o Arcadia e soprattutto la società di consulenza specializzata Art- NetWorth (presieduta da Leonardo Etro e certificata Isae 3000) che al mondo del collezionismo internazionale dà una serie di servizi correlati tra loro, dall’analisi del valore delle opere alla loro certificazione e autenticazione, dall’investimento alla valorizzazione degli asset, dai servizi assicurativi a quelli di risk management.

ArtNetWorth ha lanciato la prima piattaforma per selezionare e investire in opere di giovani artisti: «È fatta apposta per chi vuole spendere al di sotto dei 25mila euro.

Nelle nostre valutazioni teniamo conto di tutto il curriculum dell’artista: se è stato esposto nei musei, se ha collaborazioni internazionali, dove espone, con quali progetti, se ha vinto dei premi.

In base poi ai punteggi assegnati, riusciamo ad assegnare un indice di valutazione specifico.

Non servono grandi cifre, ma è corretto dire che per avere buone prospettive di investimento servono almeno 5mila euro iniziali».

Per una dimostrazione si può partire dalla fiera AffordableArt Fair in programma a Milano fino domenica in via Tortona 27, cui partecipano 77 gallerie internazionali e dove si possono comperare opere tra i 100 e i 5mila euro.

Basta saper scegliere. «È un inizio nuovo per aprire il mercato », continua Didero.

Un mercato spesso difficile e inquinato dalle bolle speculative: «Per evitarle, tenersi alla larga da artisti la cui valutazione d’asta o in galleria è cresciuta vertiginosamente e in brevissimo tempo, perché potrebbe essere stata pilotata».

E comprare tenendo sempre conto di due principi: la rivedibilità e la diversificazione, anche nei quadri.

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